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Feb 1018

Mediamarkt investa sui futuri manager e li "laurea" in Germania

Pubblicato da Alberico Tremigliozzi alle 21:37 in Elettronica, Germania, Mediaworld


Interessante l'iniziativa di Mediamarkt, l'azienda del Gruppo Metro che controlla le catene Mediaworld e Saturn.

Per poter "creare" i manager adatti ad una carriera internazionale all'interno del Gruppo, l'azienda ha raggiunto un accordo con l'università tedesca di Ingolstadt (vicino Monaco) in base al quale verrà data la possibilità ai giovani di tutto il mondo di laurearsi al corso di International Retail Management tenuto presso l'università. Le candidature per usufruire delle borse di studio (consistenti nel pagamento delle spese di vitto e alloggio e un assegno di 1.000 euro) possono essere inoltrate presso il sito dell'azienda. Al termine dei 7 semestri del corso di laurea c'è uno stage in giro per i 16 Paesi in cui il Gruppo è presente

Nel frattempo si può anche partecipare ad un concorso (con tanto di premi) per la selezione di giovani particolarmente promettenti dal punto di vista della creatività (entro il 31 marzo presso il sito www.international-retail-management.com).

Quindi? Perchè non provarci? In bocca al lupo

Keep in touch

A. 

CONAD TIRRENO : Fatturato a quota 1,9 miliardi di euro (+18% rispetto all'anno precedente) che per il 21% è stato generato dai prodotti a marchio. Rete a quota 330 negozi;

SONY: pare che i giapponesi siano i nuovi contendenti al trono Apple . Sony, infatti, a intenzione di lanciare la propria catena retail. Il primo negozio sarà aperto, ovviamente, in Giappone (il 13 marzo a Nagoya per la precisione) e lo staff sarà composto da "stylist" per accompagnare il cliente nelle scelte di acquisto e da consulenti che li aiuteranno a risolvere anche i problemi più complessi. Inoltre, Sonyavrebbe intenzione di adottare modalità innovative sia di presentazione dei prodotti che di forme di pagamento consentite ai clienti...

IKEA: il gigante svedese in Germania sta dividendo i cittadini di un quartiere di Amburgo. Il motivo? Il retailer intenderebbe costruire un proprio PdV di 20.000 mq al posto di un vecchio edificio che dovrebbe essere abbattuto. Fin qui nulla di strano. Il problema è che l'edificio in questione si trova nel pieno centro di una zona pedonale. La questione è duplice in quanto per i cittadini quella strada ha un preciso significato storico, essendo la prima vera area pedonale di tutta la Germania, per l'Ikea rappresenta un salto concettuale mica da poco: il primo store al mondo costruito in città e non in periferia. Ulteriore elemento di contesa sta nel fatto che il vecchio edificio (un complesso di abitazioni, palestre e negozi) non è disabitato ma è stato occupato da artisti che ne hanno fatto il loro quartier generale e che hanno cominciato a raccogliere firme per dire no all'Ikea. La raccolta firme si è trasformata in un vero e proprio referendum che ha avuto un'affluenza superiore a quella delle europee... 

TESCO: i risultati delle vendite natalizie del retailer anglosassone sono stati i "migliori degli ultimi tre anni". I risultati delle vendite chiuse al 9 gennaio, infatti, hanno fatto segnare un +4,9% (rispetto ad un +3,3% delle previsioni) per le vendite a rete omogenea in Gran Bretagna e un progresso di addirittura il 7,4% nelle vendite a livello internazionale.

H&M e WalMart: i due retailer sono al centro delle polemiche negli Stati Uniti in questi giorni per via di una notizia che coinvolge alcuni store di New York. Pare che siano stati rinvenuti, al di fuori di alcuni PdV delle due catene, svariati sacchi di spazzatura contenenti vestiti nuovi ma invenduti, che sono stati artatamente rovinati per renderli inutilizzabili. Ovviamente gli stessi capi di abbigliamento avrebbero potuto essere devoluti i beneficenza ai senzatetto che in questo periodo in America sono numerosissimi...

ANTITRUST: in Italia l'Autorità Antitrust ha messo sotto indagine praticamente tutte le maggiori catene di distribuzione dell'elettronica di consumo. Mediaworld e Saturn, Trony, Unieuro e Euronics sono sotto indagine per pratiche concorrenziali scorrette verso i consumatori. L'indagine è scaturita a seguito delle numerose segnalazioni pervenute all'Autorità in merito alla mancanza di chiarezza, alla scarsa trasparenza e alla mancanza di informazione dei termini di garanzia, sia legale (i due anni previsti per legge), sia quella aggiuntiva (a pagamento). 

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A. 

Gen 10 8

Mediaworld sbarca in Cina

Pubblicato da Alberico Tremigliozzi alle 18:03 in Cina, Città, Elettronica, Joint Venture, Mediaworld, Sviluppo Reti


Mediamarkt, la "mamma" di Mediaworld che fa capo al Gruppo tedesco Metro ha annunciato il suo ingresso sul mercato cinese.

Come di consueto lo sbarco avverrà con una joint-venture con un'azienda locale (la China’s Foxconn Technology Group) di cui il Gruppo tedesco deterrà il 75%. Il primo punto vendita dovrebbe essere aperto a Shangai nel corso di quest'anno ma l'azienda avrebbe intenzione di creare una rete di "centinaia" di store di elettronica a fronte di un mercato estremamente promettente e che è stato definito "strategico" dai vertici.

In Germania il Gruppo detine il 50% del mercato dell'elettronica (con i suoi due brand MediaMarkt e Saturn) mentre oltre il 60% del fatturato complessivo del Gruppo Metro è generato all'estero (in cina è presente con i suoi cash&carry da 14 anni). 

Keep in Touch

A. 

Un paio di news dall'Inghilterra:
  • Mark&Spencer : chiude il periodo natalizio in chiaroscuro. I risultati di vendita sono positivi ma inferiori alle attese. La crescita a rete omogenea è stata dello 0,8% mentre le vendite online sono cresciute del 32%. La catena ha registrato il proprio record giornaliero il 23 dicembre con un fatturato di 50 milioni di sterline.
  • Tesco: il colosso inglese ha lanciato un'interessante iniziativa. Ha aperto un negozio su eBay (denominato Tesco Outlet) per rivendere i prodotti di elettronica che vengono restituiti dai clienti o non più vendibili nei negozi. Su tutti i prodotti il retailer da una garanzia di 12 mesi agli acquirenti. Tra un po' di mesi sarà curioso vedere il rating che gli utenti avranno dato al retailer.


Infine una curiosità: gli inglesi siapprestano a mettere in pensione (dopo oltre 350 anni) gli assegni. Stando a quanto trapelato in questi giorni, lo UK Payment Board ha fissato al 2018 la data limite di utilizzo dello strumento di pagamento. 

Keep in otuch

A. 

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