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Che l'acquisizione di Upim da parte di Coin non fosse solo un capriccio o un'occasione colta al volo ma un attento piano strategico con prospettive a medio-lungo termine e la volontà di rilanciare un brand in un disegno più ampio, lo si era capito dai tempi con cui l'acquisto è maturato e il lungo "corteggiamento".

Ora Stefano Beraldo ha esplicitato tutto questo in un'intervista rilasciata al Financial Times in cui ha illustrato i piani per il Gruppo che ora conta circa 900 PdV. Secondo l'amministratore delegato il "nuovo consumatore" sarà molto attento al rapporto qualità prezzo ma contemporaneamente non rinuncerà ai prodotti con una forte connotazione "moda/lusso accessibile". In particolare i nuovi competitor di riferimento di OvsIndustry (che a breve arriverà a 460 PdV grazie alla riconversione di 40 store Upim) saranno Zara ed H&M e l'acquisizione di Upim in quest'ottica è servita sia per consolidare la posizione di mercato sia per affrontare nuovi format (svecchiando quello di Upim e rendendolo sinergico con la strategia complessiva di Gruppo). 

Nuovi format anche per la "fascia alta" di Coin che entro settembre aprirà in centro a Milano "un negozio piccolo, di soli 4mila metri quadrati, con prezzi più elevati e prodotti più esclusivi, progettato da Jean Nouvel".

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A. 

 

CARREFOUR: il retailer francese ha annunciato la chiusura entro giugno di 21 PdV in Belgio e il conseguente licenziamento di 1.672 dipendenti. A questa decisione si potrebbe affiancare quella relativa alla cessione di 17 supermercati e 3 ipermercati ad una catena locale. Per "indolcire" la pillola l'azienda ha annunciato un piano di investimenti da 300 milioni di euro per ristrutturare la sua catena di store in Belgio. 

IKEA: domani aprirà il nuovo negozio di Baronissi (Salerno) e le polemiche già montano a causa della prevista congestione del traffico automobilistico che interesserà tutti i paesi circostanti il megastore del retailer svedese. Per la giornata di sabato sono previsti talmente tanti visitatori (10.000 secondo le stime dell'azienda) che il direttore del PdV, ritenendo non sufficienti i 1.600 posti del parcheggio ha affittato i piazzali delle due strutture universitarie di Baronissi e Fisciano per un totale di altri 1,150 posti auto.  

ZARA: il brand della spagnola Inditex sta per lanciare il suo store online a livello mondiale. Il lancio è previsto per questo autunno e l'Italia è uno dei sei Paesi pilota in cui il servizio sarà attivato sin dall'inizio. 

CONAD TIRRENO : Fatturato a quota 1,9 miliardi di euro (+18% rispetto all'anno precedente) che per il 21% è stato generato dai prodotti a marchio. Rete a quota 330 negozi;

SONY: pare che i giapponesi siano i nuovi contendenti al trono Apple . Sony, infatti, a intenzione di lanciare la propria catena retail. Il primo negozio sarà aperto, ovviamente, in Giappone (il 13 marzo a Nagoya per la precisione) e lo staff sarà composto da "stylist" per accompagnare il cliente nelle scelte di acquisto e da consulenti che li aiuteranno a risolvere anche i problemi più complessi. Inoltre, Sonyavrebbe intenzione di adottare modalità innovative sia di presentazione dei prodotti che di forme di pagamento consentite ai clienti...

IKEA: il gigante svedese in Germania sta dividendo i cittadini di un quartiere di Amburgo. Il motivo? Il retailer intenderebbe costruire un proprio PdV di 20.000 mq al posto di un vecchio edificio che dovrebbe essere abbattuto. Fin qui nulla di strano. Il problema è che l'edificio in questione si trova nel pieno centro di una zona pedonale. La questione è duplice in quanto per i cittadini quella strada ha un preciso significato storico, essendo la prima vera area pedonale di tutta la Germania, per l'Ikea rappresenta un salto concettuale mica da poco: il primo store al mondo costruito in città e non in periferia. Ulteriore elemento di contesa sta nel fatto che il vecchio edificio (un complesso di abitazioni, palestre e negozi) non è disabitato ma è stato occupato da artisti che ne hanno fatto il loro quartier generale e che hanno cominciato a raccogliere firme per dire no all'Ikea. La raccolta firme si è trasformata in un vero e proprio referendum che ha avuto un'affluenza superiore a quella delle europee... 

Gen 1026

WalMart "esternalizza" 11.500 dipendenti di Sam's Club e chiude 10 store

Pubblicato da Alberico Tremigliozzi alle 20:48 in Calcolatrice, PdV, Usa, Wal Mart


Brusco risveglio quello di oggi per i lavoratori americani di Wal-Mart. L'amministratore delegato di Sam's Club ha, infatti, annunciato un taglio di oltre 11.500 posti di lavoro per la catena. Per la maggior parte si tratta di "dimostranti di prodotto ad orario ridotto" e, stando a Wal-Mart, molti verranno riassorbiti da un sub-appaltatore dell'azienda (Shopper Events).

In pratica si tratta, almeno parzialmente, di un outsourcing con una logica di taglio costi e esternalizzazione che porterà l'pazienda ad essere più "leggera" di circa il 10% della forza vendita della catena Sam's Club.

Il vero taglio, però, avverrà da qui a poco visto che i piani dell'azienda sarebbero di chiudere circa 10 PdV con una perdita di oltre 1.500 posti di lavoro...

 

Due notizie piccole piccole che fanno riflettere su come cambiano i tempi:

  • FNAC: la catena francese è oramai ufficialmente in vendita. E per renderla più appetibile agli eventuali acquirenti gli uomini di Pinault hanno varato un piano di ristrutturazione che prevede il restyling con annessa "specializzazione" dei negozi parigini (che diverranno sempre più tematici) e la chiusura per altri (entro il 2011 dovrebbero essere licenziati 400 dipendenti). I primi store ad essere coinvolti sono stati quello della Bastille (chiuso), quello della Defense che sarà dotato di un auditorium hifi e atmosfera "da appartamento", quello di les Halles che sarà dedicato ai fumetti e quello di Montparnasse che diverrà un "bar a jazz". Qui trovate un'interessante (e non troppo pesante) excursus storico dalle origini ai giorni nostri dell'azienda francese.
  • ESERCITO ITALIANO (!): E' arrivato a quota otto store. Ovviamente non è direttamente l'esercito (il brand viene utilizzato da un'azienda, L'Officina della Moda, che produce e distribuisce abbigliamento casual con il marchio EI). Ma lascia pensare il fatto che all'inaugurazione hanno partecipato anche alcuni ufficiali dell'Esercito Italiano e che il Reggimento Genio Guastatori di Cremona ha dato vita ad una serie di dimostrazioni durante la "cerimonia". E' proprio vero il mondo si sta retailizzando e anche l'Esercito ha necessità di fare "branding"...

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A.  

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