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Dopo le prime sperimentazioni con alcuni partner, la Coop (nello specifico Coop Centro Italia) ha avviato l'estensione del servizio di pagamento delle bollette presso le casse dei suoi PdV (37 super, 22 minimarket e 3 iper).

Grazie all'accordo con i principali fornitori di servizi (telefonia, energia, ecc..) e utilizzando le soluzioni tecnologiche di NCR è stato sviluppato un servizio che consente di passare le bollette direttamente alla cassa del supermercato (utilizzando il normale lettore di codici a barre) consentendo ai clienti un discreto risparmio di tempo. 

La rapida adozione, inoltre, dovrebbe essere garantita anche dalla politica commerciale di Coop che farà pagare (ai soci) sui bollettini una commissione che è la metà di quella usuale. 

Inutile dire che si tratta di un altro passo verso la figura dell'operatore di pagamento che, nel contesto attuale, sembra essere una naturale evoluzione per il mondo Coop.

C'è solo da chiedersi perchè non è stato fatto prima. Ormai i servizi di pagamento sono diffusissimi (grazie alla politica di Lottomatica) e i bollettini possono essere pagati praticamente ovunque. Se solo ci avessero pensato (Coop ma anche tutti gli altri retailer) cinque-sei anni fa...  

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A.

 

Mar 1011

I numeri di Ikea nel 2009

Pubblicato da Alberico Tremigliozzi alle 22:00 in Arredamento, Calcolatrice, Ikea, Milano, Sviluppo Reti


16 store e 39 milioni di visitatori. Fatturato a 1,382 miliardi di euro (in progresso dell'3,9%). 1.550 tonnellate di prodotti alimentari venduti (+43%).Questi i numeri chiave del 2009 per Ikea Italia.

L'azienda si presenta, inoltre, con 6.200 dipendenti (89% a tempo indeterminato) di cui il 58,44% sono donne. Sempre nel 2009, l'89% dell'energia utilizzata dal retailer è stata prodotta da fonti rinnovabili ed è attualmente in corso un progetto per aumentare del 30% l'efficenza energetica dei fornitori (grazie ad un piano basato su 80 requisiti sociali e ambientali che gli stessi devono possedere).

Il piano di aperture dovrebbe portare la rete a 30 negozi nel giro di 5-6 anni con una media di due nuove aperture l'anno (il prossimo negozio sarà quello di San Giuliano Milanese di 33.000 mq di cui 15.000 di vendita e che nel giro di due anni dovrebbe essere in grado di autoprodurre tutta l'energia di cui avrà bisogno). 

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A. 

Mar 1010

[Rinaldo Carta]

Pubblicato da Alberico Tremigliozzi alle 22:53 in Gossip, Grocery, Ipse dixit


"Vogliamo creare una centrale acquisti tutta italiana. Siamo aperti ad altri alleati, a patto che abbiano le nostre caratteristiche: l’italianità e la serietà. Ci sono colloqui con vari partner e non è escluso che si possa ragionare, in futuro, di un’aggregazione più ampia e non solo sul fronte degli acquisti"

Rinaldo Carta è il vicepresidente del Gruppo Sisa

(al recente accordo Sisa-Finiper potrebbero aggiungersi presto anche Pam e Bennet , stando ai rumors)  

 

Che l'acquisizione di Upim da parte di Coin non fosse solo un capriccio o un'occasione colta al volo ma un attento piano strategico con prospettive a medio-lungo termine e la volontà di rilanciare un brand in un disegno più ampio, lo si era capito dai tempi con cui l'acquisto è maturato e il lungo "corteggiamento".

Ora Stefano Beraldo ha esplicitato tutto questo in un'intervista rilasciata al Financial Times in cui ha illustrato i piani per il Gruppo che ora conta circa 900 PdV. Secondo l'amministratore delegato il "nuovo consumatore" sarà molto attento al rapporto qualità prezzo ma contemporaneamente non rinuncerà ai prodotti con una forte connotazione "moda/lusso accessibile". In particolare i nuovi competitor di riferimento di OvsIndustry (che a breve arriverà a 460 PdV grazie alla riconversione di 40 store Upim) saranno Zara ed H&M e l'acquisizione di Upim in quest'ottica è servita sia per consolidare la posizione di mercato sia per affrontare nuovi format (svecchiando quello di Upim e rendendolo sinergico con la strategia complessiva di Gruppo). 

Nuovi format anche per la "fascia alta" di Coin che entro settembre aprirà in centro a Milano "un negozio piccolo, di soli 4mila metri quadrati, con prezzi più elevati e prodotti più esclusivi, progettato da Jean Nouvel".

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A. 

 

La convergenza fra banche e retail fa un ulteriore passo avanti con la nascita dei "conti di pagamento". La Banca d'Italia ha recepito una Direttiva comunitaria che consente ad operatori diversi dalle banche tradizionali di proporre ai clienti una particolare tipologia di Conto Corrente.

Si tratta in pratica di un Conto per la sola gestione delle spese e senza la possibilità di aderire a particolari forme di credito o investimento. Gli "istituti di pagamento", in pratica, potranno soltanto raccogliere i risparmi dei clienti e dotarli degli strumenti per spendere i propri soldi. Saranno quindi consentiti versamenti, prelievi e utilizzo di forme di pagamento. A questo si potrà aggiungere del microcredito di durata massima di 12 mesi e comunque afferente alla tipologia del "credito al consumo" (legato, cioè all'acquisto di qualcosa). Non sarà riconosciuto alcun interesse per le cifre depositate ma nulla vieta particolari forme di sconto o promozione. 

Ovviamente i retailer sono in pole position per essere fra i primi a sfruttare questa possibilità (seguiti a ruota dalle aziende di telefonia). Fra le aziende che hanno dimostrato interesse ci sono Carrefour e (manco a dirlo) Coop. Soprattutto per Coop questa possibilità potrebbe voler dire un notevole salto "concettuale". Il mondo cooperativo da anni ha abituato i propri clienti a vedere il proprio brand legato alla gestione del risparmio e con il "prestito sociale" il retailer ha già la massa critica di depositi che tutti gli altri devono ancora costruire. 

Per i clienti, invece, il principale rischio è quello di incorrere nelle "distorsioni" che nel tempo si sono generate per il "credito al consumo" e le "carte revolving". 

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A. 

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