Best retailer of the year 2009: i risultati
Pubblicato da Alberico Tremigliozzi alle 22:19 in Città, Esselunga, H&M, Ikea, Marketing, Mediaworld, News, Settori
Mentre i suoi uomini del marketing continuano ad inanellare brutte figure (dopo la pubblicità sul Ponte Vecchio a Firenze è la volta degli errori sui decoder digitali terrestri in una brochure che il retailer sta distribuendo in questi giorni) , il buon Caprotti e la sua Esselunga incassano il premio Retailer of the year 2009 (alla sua seconda edizione) battendo 121 catene di 19 settori merceologici.
Per la definizione della classifica si sono coinvolti 60.000 consumatori indagando una serie di aspetti chiave. Fra questi l'assortimento, il rapporto qualità/prezzo, i livelli di servizio, la competenza e la cortesia del personale, l'ambientazione degli store, ecc..
L'articolazione per settori merceologici ha portato anche ad altri "vincitori di settore". Eccone alcuni:
- Mediaworld per tutte le categorie legate ad elettronica, informatica, hi-fi e media;
- H&M per l'abbigliamento donna;
- Prenatàl per l'abbigliamento bambino;
- Tezenis per l'intimo;
- Decathlon per l'abbigliamento sportivo;
- Ikea per l'arredamento;
- Leroy Merlin per il brico;
- Bottega Verde nell'erboristeria;
- Carpisa per borse e accessori;
- Feltrinelli per i libri;
- Toys Center per i giocattoli;
Ora un dubbio mi viene... ma siamo proprio sicuri che i consumatori non abbiano fatto riferimento ai brand più noti per ogni categoria??? Non è che forse la metodologia va tarata meglio e declinata anche su aspetti più "tecnici"?
Keep in touch
A.







1. fabiana, Giovedì 12 Novembre 2009 ore 12:36
Anche io sono molto perplessa davanti a questa classifica. E' però chiara l'immagine dell'italiano medio, che si accontenta di una catena di borse di cattivo gusto che puzzano di tinture pericolose e si trovano anche nei peggiori centri commerciali...Per non parlare di Bottega Verde (non Veneta, occhio alla tag!), che con l'erboristeria non ha nulla da spartire.
2. A., Giovedì 12 Novembre 2009 ore 14:50
Grazie per la segnalazione del tag.
E si, sono d'accordo sul fatto che ci sia qualcosa da rivedere
:-)
3. Alessandro, Giovedì 12 Novembre 2009 ore 15:24
C'è da dire anche che forse non tutte le catene hanno dato la giusta visibilità (anche sul web), al premio, e anche per questo potrebbero aver perso più di qualche voto.
Cosa che i grandi gruppi, conoscendo anche come gira il marketing, non hanno sottovalutato (non è un caso se uno dei primi siti che consentono di fare la spesa online è stato proprio Esselunga).
Comunque concordo sui risultati, abbastanza prevedibili, e sulla tua analisi.
Un saluto e a presto!
Alessandro
PS. visto che siano in vena di tag e simili, occhio anche al title del post, c'è Yer al posto di Year. Ciao!
4. Alessandro, Giovedì 12 Novembre 2009 ore 15:25
C'è da dire anche che forse non tutte le catene hanno dato la giusta visibilità (anche sul web), al premio, e anche per questo potrebbero aver perso più di qualche voto.
Cosa che i grandi gruppi, conoscendo anche come gira il marketing, non hanno sottovalutato (non è un caso se uno dei primi siti che consentono di fare la spesa online è stato proprio Esselunga).
Comunque concordo sui risultati, abbastanza prevedibili, e sulla tua analisi.
Un saluto e a presto!
Alessandro
PS. visto che siano in vena di tag e simili, occhio anche al title del post, c'è Yer al posto di Year. Ciao!
5. A., Giovedì 12 Novembre 2009 ore 15:45
In realtà è la metodologia di indagine (sono interviste fatte ai consumatori) che forse dovrebbe avere qualche correttivo. I retailer non c'entrano con l'esecuzione dei sondaggi alla base del premio.
P.S. grazie per la correzione ;-D