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Tesco rilancia e, forte degli ottimi risultati ottenuti (gli utili del primo trimestre sono in crescita dell'8,6% ), si avvia a ulteriori investimeni in tema di sostenibilità.
Il retailer anglosassone ha varato un'ulteriore serie di iniziative che dovrebbero portare l'azienda a diventare a "zero emissioni" di Co2 senza l'acquisto di certificati verdi entro il 2050.
Il primo passo dovrebbe essere la riduzione del 30% delle emissioni della propria supply chain entro il 2020. Per raggiungere l'obiettivo un contributo potrebbe arrivare già dall'accordo raggiunto con la MGT Power per la realizzazione di un centro logistico interamente alimentato da impianti a biomasse che dovrebbero usare il cippato prodotto da silvicolture certificate e sostenibili. Le ricadute indirette dovrebbero esserci anche per la popolazione circostante visto che l'impianto fornirà energia a 600.000 abitazioni.
Sono, inoltre, previste iniziative di sensibilizzazione dei clienti di Tesco attraverso chiare segnalazioni all'interno dei PdV della catena di accorgimenti per arrivare a dimezzare la propria "impronta ecologica".
Sir Terry Leahy (l'amministratore delegato di Tesco) nel commentare l'iniziativa è sembrato molto realista e ha dichiarato che non è solo una questione di sensibilità ecologica. E' anche e soprattutto una questione di business: "la minaccia fisica dei danni climatici per le nostre catene di fornitura, i danni economici che ne derivano, e le gravi conseguenze dell’imposizione di una normativa frettolosa ed inefficiente se non riusciamo ad agire nel tempo e governi costretti a prendere misure draconiane"
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A.
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