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Le lobby bancarie vincono ancora: Zopa costretta a sospendere l'attività di social lending

Alberico Tremigliozzi avatar Mercoledì 15 Luglio 2009, 13:21 in Banking, Calcolatrice di Alberico Tremigliozzi

Tra i tanti risvoti social della rete, quello del social lending è uno dei più curiosi, interessanti e apprezabili. Un modo nuovo e diverso dalle banche per ottenere/dare credito.

In Italia i due operatori di social lending sono Zopa.it e Boober.it e in tempi recenti hanno fatto un più che discreto (ancorchè in sordina) lavoro di intermediazione. La loro attività si basa sulla facilitazione dell'incontro fra domanda e offerta di microcredito. In pratica chi ha a disposizione piccole somme di denaro può decidere di darle in prestito ad altri soggetti per la realizzione di un sogno o di un desiderio, di un progetto o di un banale acquisto. 

C'è chi vuole comprare l'auto, chi vuole aprire un negozio, chi fare un regalo. E chi vuole prestare dei soldi lo può fare scegliendo i progetti che più gli stanno simpatici. L'intermediazione si risolve nella raccolta delle somme messe a disposizione e nel successivo finanziamento di vari progetti con un coeficiente di rischio predeterminato. 

Bene, cosa è accaduto?? Che all'improvviso la Banca d'Italia si è "svegliata" e ha deciso che Zopa doveva interrompere la sua attività (cancellandola d'ufficio dall'albo degli intermediari finanziari) in quanto: "la società acquisiva la titolarità e la disponibilità dei fondi conferiti dai prestatori, violando l'obbligo di separatezza delle disponibilità di terzi da quelle della società; in tal modo si realizza una abusiva attività di raccolta del risparmio, con rischio per i terzi i cui fondi non vengono più scambiati immediatamente tra creditore e debitore come dovrebbe essere nello schema di social lending ma rimangono nella disponibilità della Zopa. Di fatto il creditore si trova inconsapevolmente in una posizione analoga a quella di un depositante senza le tutele previste dall'ordinamento per i risparmiatori. [...] Le modifiche operative proposte da Zopa per risolvere il problema non sono risultate sufficienti a garantire la rimozione delle irregolarità, manifestando una strutturale difficoltà nell'assicurare il rispetto della disciplina in materia bancaria e finanziaria posta a tutela dei terzi e del mercato"

Mi pare inverosimile. con 7,2 milioni di euro di prestiti erogati e 40.000 utenti in Italia, Zopa (che mutua un'idea anglosassone) era diventato un player di tutto rispetto che affrontava la dinamica "creditizia" in modo innovativo.

La posizione della Banca d'Italia è a dir poco ipocrita: dov'era quando nei mesi scorsi i colossi del credito finivano in crisi di liquisdità mai viste prima?? E dov'è ora mentre le aziende (soprattutto le piccole) sono strozzate da quelle stesse banche che richiedono loro di rientrare dalle esposizioni da un giorno all'altro?? 

La società ora ha solo tre possibilità: modificare l'oggetto sociale, liquidare la società, assumere "altre iniziative"...

Le lobby vincono ancora... anche nel mondo 2.0

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A. 

1
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17 Lug 2009
alle 12:48

sc

mah..

anche io volevo investire in zopa ma non credo che sia stata chiusa per chissà quali pressioni delle lobby. Bisogna rispettare le regole anche quando non ci piacciono. Se zopa riuscirà a mettersi in regola, e visto l'ottimo management credo proprio di si, allora potrà riavere la licenza. E spero che accada il prima possibile.

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