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Ago 08 7

Monte dei Paschi di Siena (Mps) a caccia di soldi

Pubblicato da Alberico Tremigliozzi alle 15:47 in Acquisizioni, Antonveneta, Banking, Mps


L'acquisizione di Antonveneta da parte del Monte dei Paschi di Siena è stata rapida, coraggiosa (forse si può dire anche azzardata) e importante per il mondo bancario italiano in quanto ha ulteriormente contribuito a ridefinirne la geografia. 

Ora il problema è che dalle parti di Siena stanno facendo carte false per racimolare i soldi per pagare la banca veneta e nonostante l'aumento di capitale da 5 miliardi dei mesi scorsi all'appello mancano ancora parecchi soldi. Circa 4 miliardi di euro che i senesi stanno tentando di ottenere attraverso delle cessioni più o meno mirate di asset immobiliari e finanziari (la Sgr del gruppo, le attività assicurative, l'asset management, le partecipazioni di minore entità e così via) che in alcuni casi sono anche molto importanti. 

Pare addirittura che oggetto di cessione fra gli immobili strumentali (di questi è stato posto in vendita circa il 49%) ci siano le sedi storiche del MPS a Siena e a Firenze. A parte questo eventuale "smacco" la banca deve assolutamente riportare i vari indicatori di rischio a dei livelli accettabili e le dismissioni servono anche e soprattutto a questo.

Per fortuna che a dare una boccata d'ossigeno a Bazoli&Co. arriverà la cessione di 125 sportelli decretata dall'Antitrust che sarà avviata in questi giorni, dovrebbe fruttare circa 900 milioni di euro e concludersi in novembre.

Ulteriore sfida è quella che si pone al management di Mps sul piano strettamente "indistriale". C'è da rifare da capo la terza banca nazionale per numero di sportelli (circa 3.000 di cui 1.000 di Antonveneta e collocati nel nordest). Il piano prevede solo due brand a livello nazionale (spariranno i marchi e i relativi elementi ridondanti a livello organizzativo di Banca Toscana e Banca Agricola Mantovana) e il rilancio di Antonveneta (il cui marchio sarà l'unico a sopravvivere oltre a quello di Mps e peraltro solo nel nordest) come banca del triveneto e delle pmi. Per fare ciò i toscani stanno allacciando forti legami politici ed economici con la regione , utilizzando diversi elementi del management di Antonveneta. Non è un caso, infatti, che nel CdA di Antonveneta ci siano il presidente di Save, Massimo Carraro del Gruppo Morellato, il presidente dell'associazione degli artigiani di Padova e Nereo Destro (Presidente di AristonCavi). Come dire che in Italia gli affari si continuano a fare così... 

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