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La cosa non è esattamente nuova e già in passato si era tentato qualcosa di simile con i legumi, la pasta e altri prodotti. Oggi che il fronte "ambientalistico" va di moda si propongono come nuovi gli stessi esperimenti in chiave ecologica.
Negli Ipercoop piemontesi (11 in tutto), infatti, è la volta della comercializzazione dei detersivi "alla spina" . Si tratta in pratica di distributori di detersivi liquidi (ammorbidenti, detersivo per piatti e per lavatrice) che vengono versati sempre nello steso contenitore (acquistato solo la prima volta). I clienti una volta terminato si recano nel PdV con la bottiglia vuota e la riempiono (ad oggi sono stati venduti quasi 75.000 litri di detersivo), pagando il tutto in cassa. Ovviamente questo comporta che il prodotto raggiunga l'apice della "banalizzazione", tuttavia i vantaggi sono indubbi.
Si spingono i clienti a "riciclare" i contenitori diminuendo i costi d'acquisto del prodotto e quelli più strettamente ambientali (infatti è stato stimato che dall'avvio dell'iniziativa è stato evitato l'utilizzo di oltre 38mila bottiglie di plastica (che corrispondono a circa e poco meno di 2,3 tonnellate di plastica). Se poi vogliamo esprimerlo in parametri ambientali di moda di questi tempi significa un risparmio di 6,4 tonnellate di CO2 e un non utilizzo di 100 Mwh di energia elettrica.
Per il retailer (Coop in questo caso) il vantaggio discendente non è solo di immagine ed ecologico ma anche di processo (e quindi di costo). Si tratta dell'ottimizzazione dei costi di trasporto e stoccaggio del prodotto, miglior utilizzo dello spazio sul PdV (minori metri lineari occupati per la stessa quantità di prodotto) e minori costi di "produzione" dei prodotti a marchio (manca quasi del tutto il costo del packaging).
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A.
Ma le firme dei detersivi piu' famosi sono orientate anche loro verso questa politica ?
@ Giuseppe: Beh non ho avuto modo di provare i prodotti ma in termini prettamente logici non vedo il perchè i fornitori debbano essere diversi rispetto a quelli dei prodotti a marchio. Per me sono gli stessi, così come i prodotti. Comunque cerco di informarmi e ti faccio sapere ;-)
A presto
@ a: Grazie per la precisazione. Correggo subito.
Non è 100 MW/h (megawatt all'ora) ma Mwh (megawattora - potenza per tempo)
Mi sembra una buona idea, anche se sarei curioso di capire la qualità dei prodotti distribuiti. Anche Auchan fa qualcosa di simile con i prodotti alimentari nel reparto hard discount interno, tuttavia in quel caso la qualità attesa è per definizione bassissima.
alle 18:45
ALESSANDRO