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Feb 0721

Ikea apre a Bari, ha un occhio di riguardo per le neo-mamme e scatena polemiche con lo spot gay-friendly

Pubblicato da Alberico Tremigliozzi alle 09:12 in Città, Ikea, Paesi, PdV, Protagonisti, Sviluppo Reti, Usa


Ikea ancora sugli scudi. La recente apertura del suo 13° store a Bari ha fatto piuttosto notizia per il successo ottenuto. L'inaugurazione è avvenuta in occasione di S. Valentino con una festa a tema svedese (si è tagliato un tronco di legno e si è pasteggiato a salmone, aringhe e vodka).

I pugliesi attendevano trepidanti l'evento ed è anche stato organizzato un treno speciale per cercare di contenere l'intasamento (l'azienda ha anche proposto una promozione ad hoc per gli utilizzatori: sconto del 50% sul costo del trasporto dei mobili direttamente a casa, oppure 2 ore di noleggio gratuito di un furgone). 

Ovviamente la cosa più interessante da notare è la ricaduta dell'insediamento in termini occupazionali. Come dichiarato da Roberto Monti (che di Ikea Italia è l'amministratore delegato) "[...] E’ il nostro negozio più colto perché il 35% dei nostri collaboratori ha una laurea e il 65% un diploma.
Bari è anche il nostro negozio più rosa con il 63% di donne fra i collaboratori e il 40% tra i manager e una donna direttore e se otteniamo i permessi sarà anche il primo negozio in Italia ad avere un asilo nido. [...] Così il negozio di Mungivacca è un faro nelle pari opportunità di Ikea Italia”.

Magari si tratta più di un argomento da IdraulicoPolacco, ma gli svedesi sembrano essere all'avanguardia anche nel facilitare le cose alle dipendenti neo-mamme (sia prima che dopo il parto) con delle accorte procedure di aggiornamento durante il periodo di maternità e di reinserimento in azienda una volta terminato lo stesso.

L'attenzione alla "famiglia" di Ikea si declina, come ci fa notare Sara di SpotX, anche in modo originale ed "allargato". Peccato che la cosa non piaccia a tutti e quindi, la messa in onda in USA di uno spot che ha per protagonisti una famiglia gay, ha scatenato miriadi di polemiche. Se anche la volessimo porre d un punto di vista strettamete "commerciale", non si può non notare che l'Ikea è una fra le poche aziende (e quindi un caso quasi unico fra i retailer) al mondo a "curarsi" di una nicchia di mercato che per dimensione e potenzialità di spesa è semplicemente stupido non considerare. Purtroppo le"resistenze culturali" sono dure a morire...

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Commenti

1. tostoini, Mercoledì 21 Febbraio 2007 ore 11:40

E’ il nostro negozio più colto perché il 35% dei nostri collaboratori ha una laurea e il 65% un diploma.

mi ricorda tremendamente le dichiarazioni rilasciate dai dirigenti h3g all'apertura del call center 3 di cagliari (dove ho lavorato per un lungo periodo)...sarà mica che é il negozio più colto perché i laureati del sud non hanno grandi altre chance di lavoro oltre a fare i commessi all'ikea o gli operatori di call center? non mi sembra qualcosa di cui ci sia da rallegrarsi, tutta questa cultura tra i banchi dell'ikea..

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