L'acquisizione di The Body Shop da parte di L'Oreal
Pubblicato da Alberico Tremigliozzi alle 15:51 in Fashion, Grandi manovre, News, Protagonisti
"For both Gordon and I, this is without doubt the best 30th anniversary gift The Body Shop could have received". Questa sarebbe la dichiarazione rilasciata da Anita Roddick a ridosso dell'annuncio della cessione di The Body Shop a L'Oreal. In effetti il regalo fatto ai due fondatori dai francesi è stato notevole, visto che l'agreement è stato raggiunto a 300 pence per azione per un controvalore di 940 milioni di euro (interamente in contanti!) e un premio del 12% sulle ultime quotazioni (e di oltre il 30% dal momento delle prime avvisaglie, di cui abbiamo parlato in questo post).
Stando a quanto dice Sir Lindsay Owen-Jones (Presidente di L'Oreal), l'integrazione fra le due aziende avrebbe "completamente senso" in quanto integrerebbe "le conoscenze dei mercati internazionali di L'Oreal con la cultura distintiva di The Body Shop". Come riportano la BBC e IlSole24Ore (e come avevamo teorizzato nel post di febbraio), L'Oreal avrebbe intenzione di rendere TBS un brand completamente indipendente (anche dal punto di vista operativo) e la Roddick rimarrebbe a dirigerlo nel ruolo di consulente per sfruttare la forte identità del brand e dei suoi valori.
Certo viene il dubbio che la Roddick, a dispetto di quanto dichiari (si va dal "cambiare la L'Oreal dall'interno" e il "non mi sono seduta accanto al lupo cattivo", fino al più impegnativo "la cosa più eccitante è avere la possibilità di insegnare il commercio equo a L'Oreal") sia rimasta al suo posto per due motivi:
- L'affare non si sarebbe fatto senza il suo 18% di azioni e il 23% detiene un amico di famiglia;
- L'Oreal (che fra l'altro è controllata da Nestlè) sa bene che una figura così carismatica era necessaria per contenere l'onda di critiche e boicottaggi (che comunque cominciano a fare capolino) che inevitabilemte i consumatori e i dipendenti di TBS avrebbero messo in piedi (L'oreal è una delle principali multinazionali a sperimentare i propri prodotti sugli animali, la cui assenza per i prodotti di TBS è stata la pricipale fonte di successo);
In ogni caso, a dispetto del tentativo di L'oreal di darsi una "ripulita" in chiave ecologica sembra (come messo in evidenza da RSI), che ad avere la peggio sia stata TBS il cui punteggio etico di brand è precipitato da 11/20 a 2,5 (lo stesso degli acquirenti transalpini).
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A.







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