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Alberico Tremigliozzi avatar Giovedì 2 Marzo 2006, 15:47 in Tecnologie, Trend di Alberico Tremigliozzi

A volte può essere curioso (oltre che un po educativo) capire come ci vedono "gli altri". C'è un bell'articolo su Wired, a firma di Nicole Martinelli, che illustra come gli italiani usano le nuove tecnologie nei supermercati. Il passaggio più significativo secondo me è il seguente:
"Something in the Italian character simply refuses to stand in an orderly fashion and wait. Women in fur coats park baskets near the checkout, disappear, come back and add items, and when they are done, cut in with the banshee wail: "I am in line!" For dignity's sake, one must swiftly elbow her out and hope a carabiniere husband isn't waiting in the parking lot."
Beh ha letteralmente dipinto una delle caratteristiche degli italiani.
L'articolo prosegue illustrando in modo semiserio una delle tecnologie che più rapidamente sta prendendo piede fra i retailer: il self-scanning.

SalvatempoSi tratta di un "terminalino" con incorporato un lettore ottico che il cliente può usare per scannerizzare da se i prodotti. Al momento del pagamento il sistema, collegato alla carta fedeltà del cliente, invia le informazioni alla cassa (dedicata) ed emette lo scontrino.

Il vantaggio per il cliente è unico: risparmia del tempo.
I vantaggi per i retailer sono potenzialmente di più:

  1. Il cliente fa metà (qualcosa di più in realtà) del lavoro della cassiera e questo a cascata fa sì che le code alle casse si smaltiscono più velocemente e conseguentemente la produttività oraria aumenti. Letto nell'accezione negativa si ha bisogno di meno persone a parità di clienti in coda (basti pensare che i processi delle casse incidono per oltre il 20% dei costi totali di negozio).
  2. L'aggancio alla fidelity card consente una mappatura precisa delle abitudini di spesa del cliente. Si può sapere cosa compra, quante volte, con che frequenza. E ancora, capire i ritorni di una certa campagna promozionale. Esempio: si invia a casa del cliente uno sconto prova per un prodotto. Il cliente lo usa (e l'utilizzo viene tracciato dal sistema). Se le volte successive il cliente ricompra il prodotto, il retailer può andare dal fornitore con dati precisi sui risultati della campagna e del tasso di successo della stessa. Ergo può chiedere più contributi al fornitore (dei contributi ne riparleremo in futuro).
  3. Il cliente percepisce il distributore come innovativo e aumenta la brand awareness.
  4. Questa tecnologia è solo il primo passo verso soluzioni più integrate e innovative e può essere utilizzata per "educare" il cliente prima del passo successivo (il self checkout).

In attesa della RFID queste tecnologie stanno penetrando sempre più velocemente nei PdV e stanno cominciando a modificare le abitudini di acquisto molto di più di quanto possa sembrare a un primo sguardo.
Coop e Conad sono quelle che per il momento ne fanno un uso più massiccio.

Come si diceva oltre al self scanning c'è:

  • PsatemplateidblobjsppropertyoriginalimagIl Personal Shopping Assistant. Un self scanning multimediale e "ricco" di consigli, informazioni sui prodotti, promozioni e ovviamente pubblicità;


  • SestestataLe etichette elettroniche. Dei display elettronici al posto delle vecchie etichette cartacee sugli scaffali.

  • Fujitsu_continenteIl self checkout (in Italia lo ha realizzato Auchan). Nient'altro che una postazione dove il cliente puo fare tutto da solo. Lo scan del prodotto e il pagamento. Il tutto sotto la supervisione attenta di una "hostess di cassa". Una hostess ogni 4 postazioni di check out (in media)...


Naturalmente si tratta di soluzioni che per il momento sono sviluppate solo in alcuni punti vendita e solo per una parte delle casse (anche perchè c'è un limite alla disponibilità del cliente a fare tutto da solo...).

Il futuro invece, porterà a questo (o a qualcosa di molto simile)...

P.S. approfondiremo l'argomento con dei post specifici per ognuna delle nuove tecnologie....

Keep in touch
A.

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2 commenti
2
06 Mar 2006
alle 11:30

A.

Beh, secondo me si conta sull'effetto "figuraccia" per dissuadere i potenziali furbi. I controlli a campione servono solo a quello. Infatti non è un caso che questo tipo di teconologia viene messo a disposizione solo in determinati PdV e in determinate zone. Non vedrai mai un self scanning a Baggio (quartiere di Milano) o a alla stazione di Napoli....
Che poi si faccia fare una figuraccia al malcapitato di turno che si è semplicemente sbagliato è un danno collaterale...

1
05 Mar 2006
alle 20:01

[mini]marketing

Nell'orgia tecnologica, una cosa molto umana mi sembra sia sfuggita finora alle aziende che applicano il selfscanning: una buona parte dei clienti ha paura di essere preso per ladro nel caso sbagliasse a fare lo scanning o saltasse un item. Ho visto casalinghe controllate a campione e beccate con una mozzarella in meno vergognarsi a morte. Hanno giurato che mai piu' avrebbero usato quello strumento infernale, a costo di perdere un'ora alla cassa... forse servirebbe piu' privacy nel controllo.

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